CONOSCERE PER
DELIBERARE
Lo Stato Liberale agisce partendo dalla premessa che l'individuo debba
essere nelle migliori condizioni di sviluppare la pienezza della sua
personalità, per arricchire di nuovi beni, morali e materiali, sè medesimo e la
propria collettività.
Quando si trattò di ricostruire la Democrazia Italiana, dopo il
ventennio, EINAUDI mise in guardia rispetto all'opportunità di adottare un
modello improntato alla "democrazia pura", di stampo franco-tedesco.
Ma se una delle principali funzioni attribuite allo Stato Liberale era la
tutela del diritto al dissenso, alla critica, alla messa in discussione di
qualsiasi idea e provvedimento, come attuare concretamente un simile
ordinamento? Tentando di rispondere a questa domanda, Einaudi elaborò una
singolare declinazione dei principi del Costituzionalismo liberale, incentrato
sulla divisione dei poteri, tanto orizzontale (legislativo - esecutivo -
giudiziario), che verticale (centro - periferia) e sulla necessità di rendere INVIOLABILI
ed INTOCCABILI, dal legislatore ordinario, i diritti della libertà. Il suo
progetto di organizzazione dei poteri è ben sintetizzato in questo brano:
" La fonte del potere politico, è una sola: la volontà del popolo
liberamente manifestata, nel segreto dell'urna, per mezzo della scheda
elettorale. Accanto al depositario della volontà popolare, vi deve essere colui
che la interpreta. Re ereditario o Presidente eletto, egli non ha il compito di
governare, ma di accettare la designazione che gli elettori hanno
implicitamente fatto di colui il quale dovrà costituire il Governo. Quando la
volontà sia chiara, il I Ministro sceglie i suoi colleghi. Naturalmente
li sceglie in guisa che essi rappresentino le varie correnti della maggioranza,
od, in caso di coalizioni, necessarie nelle ore gravi, sovrattutto di guerra,
le diverse opinioni esistenti in seno al Parlamento. Ma la scelta è fatta a suo
giudizio insindacabile, perchè i Ministri da lui scelti costituiscono un
gabinetto che deve governare solidamente ed unitamente.
Rimane fermo il punto capitale: che la volontà popolare,
attraverso alle elezioni od a spontanee formazioni, designa l'uomo il quale
riscuota la fiducia dei parlamenti, ma il Governo non può essere l'emanazione
delle parti politiche singole o associate. Un governo diretto di parlamenti o
di gruppi politici è sinonimo di tirannia. Parlamenti e gruppi politici
designano e giudicano; non possono, nè devono governare.
Una classe politica numerosa, si forma per via di vagli ripetuti. Essa
non si forma da sè. Si costituisce lentamente, dal basso; per
scelta fatta da gente che conosce personalmente le persone alle quali delega
l'amministrazione delle cose locali e piccole. La classe politica, non si forma
tuttavia, se l'eletto ad amministrare le cose municipali o provinciali o
regionali non è pienamente responsabile per l'opera propria. Se qualcuno ha il
potere di dare lui ordini o di annullare il suo operato, l'eletto non è
responsabile e non impara ad amministrare. Impara ad UBBIDIRE, INTRIGARE,RACCOMANDARE,
CERCARE APPOGGI. Dove non esiste il governo di sè stessi e delle cose
proprie, in che consiste la Democrazia?
Gli Enti locali, le Associazioni dei cittadini, non costituiscono solo
un efficace contropotere, ma anche luoghi di crescita e sviluppo della persona.
I partiti non sono che mezzi, grazie ai quali i cittadini
partecipano alla gestione della cosa pubblica, ma non rappresentano gli
esclusivi depositari delle loro idee e dei loro interessi.
Il vero Stato abbisogna della guida di una CLASSE DIRIGENTE,
che condivida i fini dei cittadini, in quanto essa formata da cittadini, da uomini
liberi. Accanto alla classe politica eletta, ne esiste un'altra, di uomini
che non aspirano al potere, ma colti e questi sono talvolta più
potenti di coloro che governano. Costoro compongono la classe eletta,
ma difficilmente questa, guadagna la fiducia di un popolo. Costoro sono coloro
che pongono i veti, i freni, che tutelano in vita, ma anche dopo la loro morte,
l'operare di un Governo (tu non potrai operare a tuo piacimento.......Tu
devi, sotto pena di violare giuramenti e Carte Costituzionali solenni,
osservare talune norme che a noi parevano essenziali alla CONSERVAZIONE DELLO
STATO, che noi fondammo. Se tu vorrai mutare codeste norme, dovrai prima
riflettere a lungo, dovrai ottenere il consenso di gran parte dei tuoi pari,
dovrai tollerare che taluni gruppi di essi, la minor parte di essi,
ostinatamente rifiutino il consenso alla mutazione voluta dai più).
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