mercoledì 24 maggio 2017

Di seguito lo scritto del Gruppo PD all'opposizione. Mi sembra doveroso CONDIVIDERE E DIFFONDERE AL MASSIMO, affinché il 60% dei pianezzesi provi tanta vergogna ad aver votato l'interesse oligarchico, contro il BENE COMUNE.

Pianezza e il gioco di Monopoli.
La storia è grossomodo questa: il sig. X acquista anni fa un terreno vicino a Piazza Rossi, con l’intenzione di costruirci sopra (come prevede il piano regolatore per quella zona). Il terreno è parzialmente intercluso, cioè per poter accedere alla strada deve rinunciare a parte della ‘cubatura’, ma il sig. X lo acquista ugualmente, probabilmente pensa di poter trovare una soluzione.
Il sig. Y ha un’attività commerciale in Cassagna e vorrebbe chiudere uno spazio che al momento è coperto soltanto da una tettoia, ma non può più farlo perché ha già costruito quanto prevede il piano regolatore per quella zona (malgrado un indice di edificabilità già elevato).
Il piano regolatore non è la Bibbia, si intende, e può essere modificato, anche prevedendo la realizzazione di aree “ad arcipelago”, che nel linguaggio un po’ ostico delle norme urbanistiche significa che aree anche distanti fra loro vengono a far parte dello stesso piano edificatorio.
Il Comune può legittimamente intervenire con varianti del piano regolatore, quando le modifiche rispondano all’interesse della comunità.
Ora il sig. X vorrebbe vendere al sig. Y la quota edificabile che non può realizzare perché il suo terreno è parzialmente intercluso e non ha trovato una soluzione per l’accesso alla strada.
Ma per questo c’è bisogno che il Comune predisponga una variante al piano regolatore. Normalmente questo avviene in presenza di un evidente interesse pubblico e della collettività. Ma in questo caso vi sono solo interessi privati, se si esclude la cessione dovuta da parte del sig. X del terreno per parcheggi (peraltro inferiore ai requisiti del Piano Regolatore) e il versamento (di legge) di una quota in denaro al Comune da parte del sig. Y . La legge è rispettata. Certo, è un po’ strano che il Comune prenda parte attiva per consentire un accordo tra privati, che è essenzialmente nell’interesse dei privati… ma sappiamo che le operazioni del Comune di Pianezza sono spesso rivolte alla soluzione ad hoc, del singolo caso personale, invece che orientate a prospettive di insieme e all’interesse comune. Forse anche questo caso rientra nella tipologia degli interventi paternalistici e un po’ clientelari.
Qui c’è dell’altro, però, perché capita che il sig. X sia un assessore della Giunta che governa il Comune di Pianezza. Ripetiamo: non si sta commettendo nessun illecito. Ma non tutto ciò che non è illecito è per ciò stesso opportuno o moralmente corretto. Se una Giunta favorisce con una proposta di delibera un suo assessore (e per svariate decine di migliaia di Euro) forse qualche conflitto di interesse si pone e anche qualche problema etico. Perciò i consiglieri di Pianezza Democratica hanno votato contro la variante in questione, che è passata con i voti della maggioranza.
Sappiate dunque, cittadini pianezzesi, che d’ora in poi potrete tranquillamente rivolgervi al Comune chiedendo varianti ad personam del piano regolatore per scambiarvi edificabilità, come in un gigantesco Monopoli (cedo Vicolo Corto in cambio di un albergo in Parco della Vittoria…). C’è un precedente illustre, questa Giunta una variante non potrà più negarla a nessuno!

martedì 23 maggio 2017

Il 18/5 ho preso parte alla lezione magistrale del Prof Massimo Cacciari: DEMOS, DEMOCRAZIA, POPOLO.
Il Professore parte dalla necessità estrema del periodo in atto,di guardare ai classici.
Nell'antica Grecia DEMOS era l'organizzazione socio/politica articolata per genti, tribù, che avevano un proprio radicamento e un proprio culto, legati, quindi,al suolo e dal sangue. Concetto che cambia con la nascita della RES PUBLICA ROMANA, dove il popolo è un insieme di individui che si identificano nell'obbedienza alla legge. Una obbedienza convinta, nella certezza che vi sia UTILITÀ.
 Oggi il valore della DEMOCRAZIA non può essere valutato in base a MECCANISMI ELETTORALI.
Ad Atene tutti erano filosofi, tutti amavano il bello e questi due aspetti costituiscono la base della GIUSTA EGEMONIA. Questo è il VALORE della DEMOCRAZIA.
Tutto il DEMOS deve amare di sapere, conoscere, dubitare, esercitare la propria ragione critica.
CERCARE, RICERCARE, SCOPRIRE. Solo tutto ciò dà egemonia al demos.
Nel bello (KALON=creare, funzionare) si legittima la POTENZA POLITICA.
La DEMOCRAZIA è quel REGIME che fa di tutto per promuovere l'intelligenza produttiva di ciascuno e inventa tutti i sistemi, anche tecnici,per permettere di raggiungere tale stato.
Lo Stato di diritto nasce proprio per questo, per permettere lo sviluppo delle scienze, quello che Marx chiamava CERVELLO SOCIALE: quell'idea di corpo collettiva composto da tutti gli uomini.
Oggi,grazie alla tecnologia, scienza, produzione, si verifica un alto grado di maturazione e questa è l'epoca che porta al massimo livello la SOCIALIZZAZIONE del lavoro che fa maturare le premesse di una NUOVA SOCIETÀ. E l'informazione, cioè la trasmissione dei dati che stanno alla base della conoscenza umana, agisce NON all'interno del singolo cervello biologico, ma fuori, "all'interno del cervello sociale ". È il prodotto dell'accrescimento delle relazioni fra uomini e cose fabbricate da uomini, in un sistema intelligente (paragonabile al cervello umano).
In questi concetti rientra anche un aspetto molto importante che è la SPECIALIZZAZIONE, che nasce, non da atti razionali,bensì da una PASSIONE. Ed è proprio dalla passione che si esplica la CREATIVITÀ, che porta a generare, a immaginare, ad accrescere le capacità individuali e di conseguenza, condivise, dagli individui.
È dunque importante che lo Stato, finanzi, investa nell'istruzione e nella cultura più ampia e quando parliamo di Stato, ci riferiamo a tutti i vari livelli di statalita'!
Non è nella competizione elettorale la grandezza del governo e della democrazia, ma nella trasmissione della conoscenza, bellezza a TUTTI gli INDIVIDUI, per non renderli MANDRIE, ma esseri intelligenti che partecipano al processo di una società migliore.
INSIEME cambiamo PIANEZZA

sabato 13 maggio 2017

Salvo particolarità di alcuni ordinamenti, la cittadinanza di uno stato si determina usualmente con due diverse modalità: per nascita all’interno dei suoi confini (il cosiddetto ius soli) o ereditando la cittadinanza dei propri genitori, indipendentemente dallo stato di nascita (lo ius sanguinis). In Italia, la legge sulla cittadinanza del 1992 prevede la modalità dello ius sanguinis: un bambino nato da genitori italiani è italiano. Il disegno di legge approvato dal parlamento nel 2015 dovrebbe invece introdurre due modalità innovative: lo ius soli temperato e una nuova tipologia chiamata da più parti ius culturae.
In base alla modalità dello ius soli temperato, i minori nati in Italia da genitori stranieri possono acquisire la cittadinanza italiana a condizione che almeno uno dei genitori sia titolare di diritto di soggiorno illimitato oppure – se non è cittadino europeo – di permesso di soggiorno dell’Unione Europea per soggiornanti di lungo periodo.
La seconda modalità, quella dello ius culturae, riguarda i minori stranieri arrivati in Italia entro il dodicesimo anno di età, che potranno diventare italiani dimostrando di aver frequentato regolarmente dei percorsi di formazione, come cinque anni di frequenza di un normale ciclo scolastico (che nel caso si tratti delle scuole elementari deve essersi concluso positivamente) sia aver terminato un corso professionale di tre o quattro anni.
Rientrando in uno di questi due casi, ius soli temperato o ius culturae, il minore acquista la cittadinanza se una domanda è presentata da uno dei due genitori all’ufficio di stato civile del Comune di residenza entro il compimento della maggiore età del figlio; altrimenti potrà essere presentata dal diretto interessato diventato maggiorenne, che avrà due anni di tempo per farlo. Anche questa è una novità: prima il richiedente maggiorenne aveva tempo solo fino al compimento dei diciannove anni per presentare la richiesta.
Restano fuori dai casi considerati quelli di chi abbia più vent’anni e di chi sia arrivato in Italia dopo i dodici anni.
Per i primi che rientrano anche nei requisiti previsti dallo ius culturae, sarà possibile acquistare la cittadinanza dimostrando di essere residenti sul territorio italiano in modo legale e continuato negli ultimi cinque anni. Chi rientra in queste caratteristiche avrebbe un anno di tempo dall’entrata in vigore della nuova legge per presentare domanda al comune di residenza. Dovrà però aspettare il nulla osta del Ministero dell’Interno che provvede alla verifica dell’inesistenza di provvedimenti di espulsione o di allontanamento per motivi di sicurezza. Il nulla osta del Ministero deve arrivare entro sei mesi dalla richiesta.
C’è poi la casistica dei figli di stranieri, nati fuori dall’Italia e arrivati in Italia dopo aver compiuto 12 anni. Loro possono acquistare la cittadinanza dimostrando di essere residenti in Italia da almeno sei anni e di rientrare nei casi previsti dallo ius culturae. La domanda può essere presentata in qualunque momento, ma deve essere rivolta al prefetto, e il Ministero dell’Interno ha alcuni spazi di discrezionalità per decidere se concedere o meno la cittadinanza. Questi spazi sono regolati dalla legge 91 del 1992 (quella attualmente in vigore) e riguardano i tempi entro i quali ottenere una risposta (oggi fino a tre anni) e le ulteriori condizioni richieste, come dimostrare di essere incensurati, di non essere un pericolo per la sicurezza nazionale e, nel caso dei maggiorenni, di aver regolarmente pagato le tasse e disporre di un reddito stabilito.
Infine, il disegno di legge si occupa anche delle persone con disabilità psichiche che siano accompagnate da un tutore o da un amministratore di sostegno. In questo caso, tutte le procedure per l’acquisizione della cittadinanza potranno essere svolte da una di queste due figure senza che sia necessario il giuramento del diretto interessato. Questo punto inserito nella legge è rilevante perché metterebbe fine a un lungo periodo di discriminazione nei confronti di questi soggetti.

Ieri sera al Consiglio Comunale, si è "sentito parlare di IUS SOLI". Onestamente non ho capito per quale motivo si sia perso tanto tempo........Chi urlava che Nazione è un termine fascista, Stato da stare......Oh mio Dio!!!!!  Chi faceva lezione di....boh, chissà........chi batteva il pugno pauroso di possibili voti al PD, qualora passi la legge in Senato.
Secondo Voi, il Comune di Pianezza, che non riesce a mettere d'accordo neanche per l'orario di un incontro, riuscirà a convincere il Senato a far passare la legge, secondo i criteri di Pensato e della sua "tonalità", anzichè "tono alto"?!?
Forse la quadra l'avrebbero potuta trovare.....Certo che l'avrebbero trovata. Fosse dipeso dalla sottoscritta e così come ho suggerito in pieno dibattito, io avrei chiesto ai funzionari di mostrare il ddl del caso e avrei comparato riga per riga con il testo poco capito da chi ha steso e poco capito e digerito dalle controparti.
Ora, voglio dire.....votano gli stranieri COMUNITARI con residenza per le ELEZIONI COMUNALI ED EUROPEE e solo dopo essere iscritti alla lista speciale entro una certa data.
Ma il problema del Comune di Pianezza, saranno mica i bambini che nascono in Italia figli di stranieri che diventano cittadini italiani? Da che cosa ci dobbiamo difendere, dal Biberon e dal vomito della pappetta?!?
Sarei molto, ma molto più preoccupata di un continuo premiare la fedeltà alla causa, che porta ad un Assessore che si dimette da Consigliere (ahahahahahahah) x far entrare un trombato al quale era garantito un posto, in Consiglio Comunale. Peggio che mai e qui siamo alla VERGOGNA, favorire Assessori in carica girocontando terreni per garantire la possibilità di fabbricare. Se su quel terreno sono anni ed anni che è impossibile fabbricare, l'ETICA POLITICA.......QUESTA SCONOSCIUTA mi porta a :
A) non candidarmi
B) se in carica evito
C) se voglio costruire ad ogni costo e trovare una gabola, mi dimetto.

Ma cosa può cambiare in questo Paese?!? Nulla.....!!!!! Neanche nel giorno della ricorrenza di San Pancrazio (subito dimenticato dopo aver beccato i voti), la coscienza parla!

giovedì 4 maggio 2017









 IN PIEMONTE LA GIUSTIZIA HA 2 PESI E DUE MISURE


Firme false, Chiamparino: soddisfatto per sentenza Tar"Continueremo a lavorare senza farci distogliere da processi"Torino, 4 mag. (askanews) – “Soddisfazione e rispetto” per la sentenza e l’impegno a continuare il proprio lavoro “come abbiamo sempre fatto senza lasciarci distogliere dalle incertezze provocate dai pur legittimi ricorsi presentati da acluni esponenti dell’opposizione”. E’ quanto ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino dopo la decisione dei giudici amministrativi del Piemonte sulle firme false, che hanno definito inammissimibili i motivi aggiunti contro la lista torinese del Pd alle ultime regionali. Chiamparino ha poi ringraziato “l’avvocatura della Regione , il prof. Barosio e il suo staff, l’avvocata Scollo, l’avvocato Gianaria e tutti i loro collaboratori che hanno seguito on grande professionalità l’intera vicenda”.



MENTRE ATTENDIAMO IL VERDETTO, FACCIAMO CHIAREZZA
"Il grande falso" lo chiama il professore Vittorio Barosio davanti al Tar. Si riferisce al caso Pd torinese e all'esplosione che ha avuto per effetto dei patteggiamenti nel processo penale: nove funzionari del partito che hanno chiuso le loro questioni con la giustizia con pene concordate sotto l'anno, ma senza volere, potrebbero aver pregiudicato, la validità di quella votazione. "È suggestiva l'immagine che ha prodotto quella sentenza - ha detto Barosio - ma in quel patteggiamento non si è accertato quali e quante firme fossero false. Possono esserci mille motivi per cui un indagato decide di patteggiare". "Piaccia o no quella sentenza esiste ed è anche definitiva, perché in un anno di tempo nessuno l'ha impugnata - ha replicato Sara Franchino avvocato del ricorso dell'ex leghista Patrizia Borgarello -. Ora non si può venire in aula a dire che i consiglieri non si sono potuti difendere, stiamo parlando di soggetti che comunque hanno partecipato al confezionamento delle liste, che avevano un ruolo discrezionale in quelle elezioni. I massimi livelli del partito non avrebbero secondo loro responsabilità neppure civilistica sulla raccolta di firme false?". E il Tar potrebbe decidere già nelle prossime ore di far cadere o salvare otto consiglieri democratici eletti nel 2014.
Duro lo scambio tra le parti davanti al Tar del Piemonte questa mattina, nell'ultima udienza prima della decisione sul caso firme false del Pd di Torino che potrebbe far decadere parte della maggioranza di Sergio Chiamparino tra cui il segretario regionale, Davide Gariglio, e il presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus. Il presidente Domenico Giordano ha chiesto alle parti di discutere la causa su sei punti e, a sorpresa, ha portato nel giudizio amministrativo alcuni elementi del processo penale.
In particolare ha chiesto di spiegare, ognuno secondo la propria interpretazione, quali effetti dovrebbero avere i nove patteggiamenti ormai definitivi del processo che si è svolto davanti al giudice per le indagini preliminari, Paola Boemio. La difesa Pd ha chiesto di intervenire nell'udienza all'avvocato Fulvio Gianaria che ha spiegato perché, secondo la difesa, i patteggiamenti non dovrebbero influire su questo giudizio elettorale. Gianaria ha fatto il suo esordio, insieme alla collega Anna Ronfani, al fianco di una già nutrita schiera di legali (Vittorio Barosio, Fabio Dell'Anna e Serena Dentico, Giovanna Scollo e Fabio Picarreta, Sabrina Molinar Min). "In 47 anni di toga è la prima volta che sono ospite qui - ha detto - in un certo senso per me è un'emozione".
Rispondendo alla discussione di Sara Franchino che ha ribadito l'assoluta predominanza, in una causa come questa, dell'interesse collettivo di veder garantita la legittimità dell'assemblea, Gianaria ha invece centrato il suo intervento sul diritto di difendersi dei consiglieri regionali che vedrebbero cadere la propria elezione per effetto di un patteggiamento in cui non hanno avuto voce. "Non hanno neppure potuto costituirsi parte civile nel procedimento contro i funzionari e politici del partito che hanno patteggiato" ha detto. È stato sempre Gianaria a chiedere al giudice dell'esecuzione di non procedere con la cancellazione delle firme come disposto dalla sentenza penale, perché gli effetti di quella sentenza potrebbero ricadere sui consiglieri regionali che sono estranei al processo e non sui funzionari del partito che avevano, in effetti, patteggiato.

martedì 2 maggio 2017






Buongiorno.
Con riguardo al prossimo incontro della Commissione Cultura, l'Associazione INSIEME cambiamo PIANEZZA, nelle persone dei Sigg. Giorgio Passalacqua e Marianna Mogavero, desidera sottoporre alla attenzione degli astanti le seguenti istanze:

- Matrimoni presso la Pieve di San Pietro:  i lavori di ristrutturazione, dopo l'inaugurazione dell'Arena, riteniamo siano stati pressochè abbandonati. La constatazione nasce e da una incuria dell'erba, che, a parte per l'occasione del matrimonio (si ringrazia il Dott. Bernabe' per l'iniziativa che ha dato lustro al nostro Comune) necessita di costante manutenzione, trascurata nell'anno. L'entrata laterale, ovvero la salita che dà accesso al prato, dovrebbe essere attrezzata, così da dare possibilità di fruizione anche alle carrozzine invalidi (lo sterrato crea gravi difficoltà). In tal senso, poi, evidenziamo che il progetto consta di ascensore (varrebbe la pena sottoporre all'attenzione dell'assemblea quale fosse il preventivo di spesa, come è stata coperta l'operazione e quando si pensa di dare completamento  ai lavori, soprattutto entro quale termine). Aggiungiamo e desideriamo proporre un impianto elettrico a norma ed adeguato per esaltare questo nostro gioiello pianezzese. Infine, ma non meno importante: augurandoci che più e più sposi decidano di usufruire della Pieve per la celebrazione civile del Matrimonio, vorremmo sapere quale sia la destinazione delle entrate relative all'affitto della location. Proponiamo di istituire un fondo per rendere elegante e in stile l'interno all'uopo prestato, con tessuti per rivestire le poltrone degli sposi, alcuni addobbi fissi da utilizzare per l'occasione.
- Scuola arabo: il progetto, partito a febbraio, patrocinato dalla Regione Piemonte, in collaborazione con il Consolato Regno del Marocco in Italia, ha al momento al suo attivo 13 allievi. Il numero ha tendenza ad aumentare nel prossimo anno, dal momento che durante quello in corso, diversi ragazzi avevano già provveduto ad iscriversi a Torino. L'iniziativa coinvolge allievi di Pianezza e dei paesi limitrofi. La scuola non è fine a sè, ma è parte di un programma più esteso che coinvolge i genitori, ma nondimeno i cittadini di lingua italiana. Come da progetto depositato c/o l'Ufficio Cultura, nella scadenza indicata dal Comune a suo tempo, il tutto procede a step, in modo da delineare e approfondire in ogni particolare, così da essere definito. Depositando il progetto in Comune, la condizione era "patrocinio subordinato a eventuale contributo". Chiediamo pertanto, in codesta occasione, quali siano i criteri di concessione di contributo e nella fattispecie di "questo progetto", che identifica Pianezza leader, dopo Torino (il nostro progetto stravolge i canoni standard, poichè è un dare/ricevere, uno scambio culturale finalizzato all'integrazione a 360° - ragazzini e mamme sono dotati di tessere musei in un percorso alla conoscenza delle bellezze piemontesi), i locali a carico del Comune per il periodo settembre/giugno 2017/2018 per svolgere le attività e nel giorno della domenica mattina dalle 9.00 alle 13.00 (ideale sarebbero le aule scolastiche per dare linearità e certezza ai bambini) e in una sera la settimana che provvderemo ad indicare, non appena certi della partenza dei corsi di arabo per adulti (rivolto ad italiani e tenuto da insegnante lingua madre - il corso prevede accreditamento per aziende) e il corso di Storia della Costituzione Italiana (rivolto ai residenti di Pianezza e dintorni di lingua araba).

Ci rendiamo disponibili per altri ed eventuali ragguagli.


giovedì 27 aprile 2017

Premesso che avrei avuto molto piacere ad incontrare il Min. Orlando, che stimo quale Ministro, ma delude la sottoscritta nella sua corsa ad "occupare" altra poltrona che non sia quella per cui è stato investito di cotanto incarico, neanche eletto da noi cittadini, dunque doppiamente responsabile!
Detto questo, parto da una considerazione politica, forse anche un tantino filososfica, ma pertinente il 30/4 e il momento storico!
La cosa certa è che i partiti rappresentano il POTERE e non la DEMOCRAZIA. Un nuovo modello di STATO, a mio umile avviso, deve prevedere un potere ancorato alla cultura giuridicamente organizzata e nel contempo, al lavoro, sia conferita una potenza politica. Dunque è doveroso istituzionalizzare i canali di comunicazione tra politica e cultura e di attribuire al lavoro una forza capace di strutturare l'intera organizzazione sociale. Il lavoro, quella energia che l'UOMO riscattava da esso , SUA CONDANNA E SUA ESPIAZIONE! La tecnologia moderna, però, ha portato tutti noi a essere dipendenti da essa, costringendoci agli stremi e declassando la Costituzione nel suo art. 3 "...società di partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese". Non è certo oggi il PD , con lo slogan "siamo l'unico partito delle primarie". Ma di cosa? Primarie mi delinea qualcosa che inizia......in primo luogo. Qui, invece, assistiamo ad un REMAKE forzato, un accavallarsi di cariche ed incarichi, senza novità, priva di proposte concrete.
Perchè per me, la proposta concreta, veritiera, non è più il PARTITO. Qui si continua a guardare al passato e si manca di coerenza e coraggio per fare per il futuro. Si procede nel compromesso, nei vecchi sistemi di trasformismo politico, di una burocrazia marcia delle grandi promesse ( il minimo che un Ministro della Giustizia potesse fare, era rendere omogenea la richiesta di permessi per Legge 104 per i dipendenti pubblici e quelli privati......ora che la sottoscritta ottenga permessi per la 104, qualcuno sarà a chiedere per badare a me). Il Partito è un circolo vizioso, che favorisce la disorganizzazione, la confusione, esso che per organizzare e sistemare è sorto. Non a caso il nostro è un regime, non democratico, ma partitocratico, retto da un complesso ingranaggio di interessi e di personalismi..................LA DECADENZA!
Cito Gioberti: " le voci di parte e di setta, accennando disgiunzione e rottura di un tutto, significano un non so che di privativo, di manchevole, di vizioso e però nella buona lingua le parti e sette politiche si chiamano anche divisioni, quasi eresie speculative e scismi pratici verso l'opinione e l'unità nazionale.........[]e siccome nel lavorio dello spirito l'affetto ritrae dal concetto, elle sono rissose e non pacifiche, intolleranti e non moderate, volgari e non generose, sollecite di se stesse anzichè della Patria e licenziose intorno ai mezzi per sortire l'intento loro. Tanto che, assommata ogni cosa,tengono più o meno del rovinoso e del retrogrado anche quando si credono progressive e conservatrici"
Il Governo Parlamentare è un Governo di partito e come tale ha la tendenza a favorire amici ed opprimere gli avversari e quindi s'ingerisce indebitamente nella giustizia e nell'amministrazione e ne perturba l'andamento e ne guasta ogni effetto. Il Governo Parlamentare, oramai, poco si addice ad una civiltà matura. Mi chiedo, anche stupidamente, per quale motivo, nel dibattito sulla riforma della legge elettorale, non si contempli MAI, il modello Svizzero!?! In nessun altro paese i cittadini possono esprimersi in merito a molti temi come in Svizzera; il popolo è il Sovrano del Paese. I Partiti sono rappresentati, alcuni a livello federale, altri solo a livello comunale o cantonale.
Mi viene da sorridere quando si dice, sempre per giustificare la situazione "il Comunismo non esiste più". Sì, certo.....ma la mia domanda è: il Comunismo è passato da una logica di dittatura ad un regime di libertà. Ma quale è la forma, se è riuscito ad esprimersi in una società come strumento invecchiato,incapace ed inefficiente. I difetti del vecchio, le inefficienze e l'inadeguatezza è ben più stridente. Alla medesima stregua, tecnocrati, ricadono nel medesimo fraintendimento della vera natura della politica e dello Stato.
La vera trasformazione, non sta nel candidare sempre i soliti fallimentari.  La forza da immettere nello Stato (e per Stato intendo ogni tipo di Governo, anche di 4 gatti) per determinare una vera democrazia, a fianco del suffragio universale, sono le tesi di valori scientifici, sociali, economiche. Ogni funzione politica sia essa la Giustizia, il Lavoro,l'Economia, ha regole proprie e ciascuna, dal punto di vista politico, riveste una speciale fisionomia ai fini della preparazione culturale e della legittimità politica degli organi di rappresentanza del Governo. Queste "capacità", siano conoscenze, esperienze, espresse in PREPARAZIONE CULTURALE e solo questa,  possono portare ad uno STATO NUOVO. Allora sì, si potrà parlare di democrazia, in cui sarà la SOCIETA' a creare e non lo STATO.
Non abbiamo bisogno di un nuovo PD e di un nuovo Segretario. Abbiamo bisogno di "formazione creativa", in contrapposizione di forze e visioni, perchè no, un contrasto tra tradizioni e progresso senza i quali la società, come ora, resta immobilizzata.
Da un "uomo della Giustizia", un comune cittadino, come la sottoscritta , attende un sovvertimento del sistema, non vissuto da Orlando nella possibilità e/o speranza di una carica da Segretario di un partito morto, ma anche mai nato, ma una legittimazione di un incarico ottenuto a nomina, per uno dei Ministeri più prestigiosi e che determina i grandi valori etici che fanno forte un UOMO e dunque la SOCIETA'!
La condivisione di intenti per un processo di sviluppo di un paese, non può prevedere mozioni diverse e contrastanti, ma "comuni" laddove sono prossimi inciucci per l'accaparramento di una poltrona sicura. Non abbiamo visto fatti, se non sporadici tentativi per ottenere consensi.
L'Italia è morta per una sorta di malafede, riservata ai politici in carica, che hanno sostituito la capacità, le esperienze, la FORZA CREATIVA mancanti, con un consenso frutto di promesse bonpat, obiettivi ciechi ed INCAPACITA' CREATIVA.


Dunque, da cittadina comune, non di csx, che desidera, all'alba di un IMMINENTE voto per il GOVERNO ITALIANO, uno sfidante competente, di una possibile altra forza di Governo che si presenta all'elettorato, sarò sul campo il 30 aprile, versando 2 euro. Ma dico NO ORLANDO, NO EMILIANO.